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La Brama: il desiderio sensuale

La Brama: il desiderio sensuale
L’uomo non è la brama sensuale: ne è solo il veicolo inconsapevole. La brama nasce, cresce, si altera e appare come tale perché trova nell’uomo un terreno adatto in cui spuntare.
In realtà essa non vorrebbe apparire come solitamente la si conosce, ossia come frenesia di godimento, ma chiede soltanto di manifestarsi, di affacciarsi alla vita cosciente onde fiorire e mostrarsi come altissimo essere spirituale.
La brama del sesso non esige di essere goduta, ma di essere solo manifesta al mondo, come potenza di vita. Essa è purissima Vita. Prorompente vitalità, che sgorga e vuole eruttarsi nel mondo continuamente, per generare vita.
L’uomo può realmente, riuscire ad arrivare ad osservare l’essenza della brama quale primordiale e primaria forza dello spirito; forza o essere che in lui continuamente si degrada, si altera a causa dell’incapacità umana di poterla vivere consapevolmente, apparendo e scadendo come bisogno di godere.
Ciò che si crede di ricevere dal godimento (e che si dimostra solo dopo effimero), non è una promessa della brama, ma da qualcosa che si aggiunge ad essa: essa non vorrebbe affatto offrirci solo il godimento fine a se stesso. Accade infatti che la sua forza di vita viene manipolata, alterata da forze extracoscienti, nell’uomo. Esse generano un sentimento di identità fra la pura vita sensuale e l’anima umana: l’uomo di conseguenza sperimenta un contatto con essa e si “innamora” di quella vita sentendola così dolce, bella e inebriante: vuole possederla. La brama non vorrebbe essere né sposa né amante di nessuno: solo le forze dell’ostacolo a celebrare indebitamente l’unione fra lei e l’anima umana.
L’uomo generalmente crede di amare l’oggetto che suscita in lui il desiderio di possederlo: se egli fosse più avveduto, scoprirebbe che egli non ama nessun oggetto, ma anela soltanto ad amare la vita che occultamente in lui si altera poi in brama dell’oggetto. Se egli fosse in grado di incontrare la vita vera, conseguirebbe una esperienza di beatitudine tale che lo trasformerebbe per tutta la vita.
Invece incontra la brama, ed essa, una volta appagata mostra da sé il suo senso di inutilità e di effimeratezza.
Tiziana Bellucci

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