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La Brama: il desiderio sensuale

La Brama: il desiderio sensuale L’uomo non è la brama sensuale: ne è solo il veicolo inconsapevole. La brama nasce, cresce, si altera e appare come tale perché trova nell’uomo un terreno adatto in cui spuntare. In realtà essa non vorrebbe apparire come solitamente la si conosce, ossia come frenesia di godimento, ma chiede soltanto di ma nifestarsi, di affacciarsi alla vita cosciente onde fiorire e mostrarsi come altissimo essere spirituale. La brama del sesso non esige di essere goduta, ma di essere solo manifesta al mondo, come potenza di vita. Essa è purissima Vita. Prorompente vitalità, che sgorga e vuole eruttarsi nel mondo continuamente, per generare vita. L’uomo può realmente, riuscire ad arrivare ad osservare l’essenza della brama quale primordiale e primaria forza dello spirito; forza o essere che in lui continuamente si degrada, si altera a causa dell’incapacità umana di poterla vivere consapevolmente, apparendo e scadendo come bisogno di godere. Ciò che si cre...

L'Amore e il suo significato nel mondo secondo Rudolf Steiner

L'Amore e il suo significato nel mondo Rudolf Steiner Quando nel tempo presente dell'evoluzione diciamo che l'uomo deve avvicinarsi a quella che si può chiamare la comprensione dell'impulso del Cristo, può sorgere in noi il pensiero: che cosa ne è di qualcuno che non abbia sentito nulla dell'impulso del Cristo, che non abbia neppure una ... volta udito il nome del Cristo? dovrà per questo andar perso per lui l'impulso del Cristo, perché non ne ha udito il nome? occorre conoscere in teoria quello che vien chiamato l'impulso del Cristo per far penetrare nell'anima la forza del Cristo? Vogliamo chiarire il problema considerando la vita umana tra nascita e morte. L'essere umano entra nel mondo e nella prima infanzia è mezzo addormentato. Dobbiamo in primo luogo imparare a sentirci quale io, trovarci quale io, e la nostra vita animica diverrà sempre più ricca nell'accogliere tutto ciò che attraverso l'io ci verrà dato. Avvicinandoci alla mor...

Spiegazione dell’Ideogramma ReiKi

Spiegazione dell’Ideogramma ReiKi Qu i a lato potete notare due rappresentazioni dell’ideogramma ReiKi, una più antica risalente al periodo storico di Mikao Usui, l’altra più recente. In ognuno dei due casi non cambia il significato. Nella grafica Giapponese l’ideogramma è la rappresentazione di un’idea e narra una storia. Leggendo l’ideogramma si avrà la spiegazione chiara del significato ReiKi. Passiamo ora all’analisi dettagliata dell’ideogramma Antico, nel suo complesso e in ogni sua singola linea. In questa prima parte dell’ideogramma viene rappresentata l’energia universale REI: il suo significato simboleggia tutta la creazione e ciò che ci circonda e vive dai piani più materiali e visibili a quelli Energetici, Spirituali e Divini. È la rappresentazione manifesta dell’Energia. In questa seconda parte dell’ideogramma viene rappresentato il KI: il suo significato è energia personale, l’io interore, il sè individuale, quella parte di noi che ci fa essere unici n...

Solo il suo modo di camminare è una sfida a ogni scuola di pensiero

dall'opera di Wilhelm Reich, L'assassinio di Cristo : "[Cristo] quando cammina i suoi piedi posano completamente sul terreno come se mettessero radice ad ogni passo, staccandosi, per poi di nuovo prendere radice. Non cammina come un profeta, come un saggio o come un professore di matematica superiore. Cammina semplicemente. Quando lo si vede ci si domanda: Che cos'è? Chi è? È talmente diverso dal resto degli uomini. Ognuno dei suoi seguaci esprime qualcosa camminando, qualcosa che in realtà non ha nulla a che fare con l'atto di camminare. Uno cammina con modestia. L'altro cammina immerso in profondi pensieri. Il terzo cammina come se si stesse allontanando di corsa da una scena orrenda. Il quarto cammina come un re. Il quinto come un seguace obbediente del Maestro. Il sesto come un cervo. Il settimo cammina come una volpe. Il Maestro cammina semplicemente, e nemmeno come un cervo. Semplicemente, cammina. Solo il suo modo di camminare è una sfid...

La scelta del pensiero positivo

da 'Pensiero Azione Destino' di Marco Ferrini pubblicata da Centro Studi Bhaktivedanta il 18 novembre 2010   La nostra mente può mantenere soltanto una posizione per volta e, visto che non c'è niente da guadagnare dall'essere negativi e piagnucolosi, tanto vale scegliere di essere positivi. Il lamento risucchia le energie  e ci allontana dalla soluzione del problema, contribuendo di contro a rafforzare una visione negativa di noi stessi e del mondo, il che non ci è di aiuto alcuno. La mente è come una clessidra: non fa passare più di un pensiero o di un'emozione per volta. Proprio perché non è possibile pensare a più di una cosa contemporaneamente , possiamo facilmente evitare di farci travolgere da emozioni o pensieri negativi. Si può, infatti, attraverso una volontà ben orientata, porre sullo schermo mentale solo quel pensiero positivo che avremo selezionato, quello che ci ricorda il successo e ci rende felici. Attraverso tale scelta cosciente, ...

Karl Renz e l'assoluta quiete

Karl Renz ( 12 dicembre 1953 ) è un originale divulgatore occidentale dell' Advaita Vedānta , nato da una famiglia contadina della Bassa Sassonia . Dapprima agricoltore nell'azienda di famiglia, ebbe poi una formazione artistica. Dal 1980 svolge l'attività di musicista e artista visivo, e divide la sua esistenza tra Berlino e le Isole Canarie , quando non è in giro per il mondo per conferenze, che lui chiama talks . Il suo credo, maturato in seguito a un'esperienza di pre-morte simile a quella accaduta a Ramana Maharshi è che nessuno può mai raggiungere l'illuminazione, dal momento che quando questa avviene dissolve la falsa idea di essere un "io" separato da tutto il resto del creato, ovvero il sé . E nei suoi talks Renz, appunto, afferma di non essere lui a parlare ma il sé che parla a se stesso. Durante un satsang in cui era presente la ricercatrice spirituale Isabella Di Soragna , Renz spiegò al suo pubblico come l'evento che l'a...

Il Mandala

I Mandala hanno una tradizione antichissima e, nello scorso secolo, anche un grande studioso della psicologia occidentale ne ha fatto uno strumento di studio delle personalità dell'uomo. Si parla dello psicoanalista svizzero Carl Gustav Jung ( 26 luglio 1875 Kesswil - 6 giugno 1961 Küsnacht), che sull'argomento ha scritto quattro saggi dopo averli studiati per oltre venti anni. Secondo Jung, durante i periodi di tensione psichica, figure mandaliche possono apparire spontaneamente nei sogni per portare o indicare la possibilità di un ordine interiore. Il simbolo del mandala, quindi, non è solo un’affascinante forma espressiva ma, agendo a ritroso, esercita anche un’azione sull’autore del disegno perché in questo simbolo si nasconde un effetto magico molto antico: l’immagine ha lo scopo di tracciare un magico solco intorno al centro, un recinto sacro della personalità più intima, un cerchio protettivo che evita la "dispersione" e tiene lontane le preoc...